Bimekizumab mostra risultati migliori rispetto a Risankizumab nello studio sulla artrite psoriasica
Nuovo studio diretto sulla PsA: cosa è stato testato e perché è importante
Al congresso EULAR 2026, l’azienda farmaceutica UCB ha presentato i risultati a 16 settimane di uno studio di fase 3 chiamato BE BOLD, che ha confrontato due farmaci biologici per adulti con artrite psoriasica (PsA) attiva.
Lo studio ha messo a confronto diretto bimekizumab (nome commerciale Bimzelx), che blocca due proteine del sistema immunitario chiamate IL-17A e IL-17F, con risankizumab (nome commerciale Skyrizi), che agisce su un’altra proteina immunitaria, l’IL-23. È il primo studio diretto in PsA che confronta questi due approcci terapeutici. (Fonte: comunicato stampa UCB, dati BE BOLD a 16 settimane)
Riassunto semplice e veloce
Dopo 16 settimane, un numero maggiore di persone trattate con bimekizumab ha raggiunto un importante parametro di miglioramento delle articolazioni rispetto a chi assumeva risankizumab. Anche altri risultati, come il miglioramento della pelle e la rapidità con cui i pazienti si sono sentiti meglio, tendevano a favorire bimekizumab, anche se alcuni di questi dati non sono stati considerati formalmente conclusivi a causa delle regole di analisi dello studio. Gli effetti collaterali sono stati simili in generale, anche se le infezioni fungine lievi (da Candida) sono state più frequenti con bimekizumab, coerentemente con il suo meccanismo d’azione.
Cosa significano i principali parametri
Ecco alcune definizioni semplici dei termini usati nello studio:
- ACR50: indica un miglioramento del 50% nei sintomi di artrite come dolore e gonfiore articolare. È un parametro comune negli studi per valutare un miglioramento significativo delle articolazioni.
- PASI100: indica la completa scomparsa delle placche di psoriasi sulla pelle. PASI sta per Psoriasis Area and Severity Index.
- MDA (minimal disease activity): una misura combinata che indica un controllo efficace della malattia su articolazioni, pelle, dolore, funzionalità e altri aspetti importanti per il paziente.
- DAPSA: un punteggio che valuta se la malattia è a bassa attività o in remissione nella PsA.
Risultati principali di BE BOLD (settimana 16)
Lo studio ha raggiunto il suo obiettivo principale. Alla settimana 16, il 49,1% delle persone trattate con bimekizumab ha ottenuto un miglioramento ACR50, rispetto al 38,4% di chi assumeva risankizumab. Questa differenza è risultata statisticamente significativa, quindi poco probabile che sia dovuta al caso. (Fonte: comunicato stampa UCB, dati BE BOLD a 16 settimane)
UCB ha sottolineato che si tratta del primo biologico a mostrare una superiorità statisticamente significativa in ACR50 in uno studio diretto sulla PsA.
Risultati secondari e altri dati
Il primo parametro secondario era l’MDA a 16 settimane. L’MDA è stato raggiunto dal 43,0% dei pazienti con bimekizumab e dal 39,9% con risankizumab, ma questa differenza non è risultata statisticamente significativa secondo il piano di analisi previsto (p=0,4408). Per le regole dello studio, i risultati secondari successivi sono stati considerati descrittivi e non formalmente conclusivi.
Tuttavia, diversi altri parametri hanno mostrato un vantaggio numerico per bimekizumab. Per esempio:
- Il 33,5% delle persone con bimekizumab ha raggiunto sia ACR50 sia la completa scomparsa delle placche cutanee (PASI100) alla settimana 16, rispetto al 24,4% con risankizumab.
- Il miglioramento articolare è stato più rapido con bimekizumab: il 19,9% dei pazienti ha raggiunto ACR50 già alla settimana 4, contro il 7,2% con risankizumab.
- I risultati esplorativi sulla pelle a 16 settimane hanno mostrato PASI100 nel 53,4% dei pazienti con bimekizumab e nel 46,6% con risankizumab.
- Il 65,3% dei pazienti trattati con bimekizumab ha raggiunto bassa attività di malattia o remissione secondo DAPSA, contro il 54,7% con risankizumab.
Sicurezza ed effetti collaterali
I dati sulla sicurezza sono stati in linea con quanto già noto per entrambi i farmaci. Eventi avversi insorti durante il trattamento sono stati segnalati nel 57,0% dei pazienti con bimekizumab e nel 52,0% con risankizumab.
Gli eventi avversi gravi sono stati rari: 1,8% con bimekizumab e 2,9% con risankizumab. Gli eventi avversi severi si sono verificati nell’1,8% dei pazienti in entrambi i gruppi. Le interruzioni del trattamento dovute a effetti collaterali sono state poche e simili nei due gruppi.
Le infezioni da Candida (un tipo di lievito) sono state più frequenti con bimekizumab, coerentemente con il blocco dell’IL-17, che normalmente aiuta a proteggere dalle infezioni fungine. Secondo gli investigatori, tutti i casi di Candida sono stati lievi o moderati, nessuno grave o sistemico, e nessuno ha portato alla sospensione del farmaco. Durante le 16 settimane non sono stati segnalati casi di pensieri o comportamenti suicidari. (Fonte: comunicato stampa UCB, dati BE BOLD a 16 settimane)
Chi ha partecipato allo studio e come sono stati somministrati i farmaci
BE BOLD ha coinvolto adulti con artrite psoriasica attiva. L’analisi ha utilizzato un metodo chiamato imputazione dei non responder, che considera come non rispondenti i pazienti che abbandonano lo studio o per cui mancano dati.
Le dosi usate nello studio:
- Bimekizumab: 160 mg ogni 4 settimane, oppure 320 mg ogni 4 settimane seguiti da 320 mg ogni 8 settimane, a seconda della gravità della psoriasi.
- Risankizumab: 150 mg all’inizio, alla settimana 4 e alla settimana 16.
Cosa significano questi risultati per chi ha la PsA
L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria che può colpire le articolazioni, i punti di attacco dei tendini alle ossa (entesite), intere dita di mani o piedi (dittilite), la colonna vertebrale e la pelle con psoriasi. Poiché la malattia coinvolge sia la pelle sia le articolazioni, i medici spesso scelgono trattamenti che agiscano su entrambi gli aspetti.
I risultati a 16 settimane suggeriscono che bimekizumab potrebbe offrire un miglioramento più rapido e, in alcuni parametri, più marcato sia delle articolazioni sia della pelle rispetto a risankizumab in questo studio. Tuttavia, il risultato sull’MDA non ha raggiunto la significatività formale e gli altri dati secondari sono stati considerati descrittivi a causa del piano di analisi. Saranno necessari follow-up più lunghi e ulteriori studi per capire meglio come si confrontano queste due opzioni nel tempo. UCB sottolinea inoltre che questo è il quarto studio diretto nel programma di bimekizumab che mostra superiorità rispetto a un altro biologico, anche se gli studi precedenti si sono concentrati sulla psoriasi a placche e non sulla PsA. (Fonte: comunicato stampa UCB, dati BE BOLD a 16 settimane)
Quando è importante rivolgersi al medico
Se avverte dolore o gonfiore articolare, rigidità mattutina, psoriasi nuova o che cambia, gonfiore alle dita di mani o piedi, o sintomi che limitano le attività quotidiane, è importante parlarne con il reumatologo o il dermatologo. La scelta del trattamento dipende da molti fattori, tra cui le parti del corpo coinvolte, l’attività della malattia, altre condizioni di salute e le preferenze personali.
Se nota nuove infezioni, un peggioramento rapido dei sintomi, febbre, dolore intenso o qualsiasi cambiamento preoccupante durante la terapia, contatti subito il medico.
Tenere sotto controllo i cambiamenti della pelle
Se ha psoriasi o PsA, può essere utile scattare foto o annotare nuove placche o cambiamenti, sintomi articolari o gonfiore. Questo aiuta a descrivere meglio le variazioni al medico e a monitorare l’efficacia del trattamento nel tempo.
Avvertenza
Questo articolo riassume i risultati presentati da UCB a un congresso medico e comunicati dall’azienda. Ha scopo informativo generale e non sostituisce il parere medico. Le decisioni sul trattamento devono essere prese con il proprio medico o specialista.
Fonti
- BIMZELX (bimekizumab) dimostra una maggiore efficacia rispetto a SKYRIZI (risankizumab) nell’artrite psoriasica: dati BE BOLD a 16 settimane. Comunicato stampa UCB. Pubblicato il 19 maggio 2026. Consultato il 19 maggio 2026. https://www.ucb.com/newsroom/press-releases/article/bimzelxrbimekizumab-demonstrates-superior-efficacy-over-skyrizir-r-risankizumab-in-psoriatic-arthritis-be-bold-week-16-data (Fonte: comunicato stampa UCB, dati BE BOLD a 16 settimane)
- Azuaga AB, Ramírez J, Cañete JD. Psoriatic arthritis: pathogenesis and targeted therapies. Pubblicato il 3 marzo 2023. doi:10.3390/ijms24054901