Barzolvolimab mostra risultati promettenti nelle prove di fase 3 per l’orticaria cronica spontanea
Nuovi risultati da studi clinici su un farmaco sperimentale per l’orticaria cronica
Se soffre di orticaria persistente e inspiegabile, nota come orticaria cronica spontanea (CSU), oppure di gonfiore sotto la pelle (angioedema), ogni nuova terapia sicura è una buona notizia. Un farmaco chiamato barzolvolimab — ancora sperimentale — ha recentemente mostrato risultati promettenti in due ampi studi clinici di fase 3, secondo quanto riferito dall’azienda che ha condotto le ricerche.
Riassunto rapido
Il barzolvolimab è un anticorpo prodotto in laboratorio che agisce su un recettore cellulare chiamato KIT. In due studi globali randomizzati, gli adulti con orticaria non adeguatamente controllata dagli antistaminici standard hanno mostrato una riduzione molto più marcata dei sintomi dopo 12 settimane di trattamento con barzolvolimab rispetto a chi ha ricevuto un placebo. I miglioramenti sono generalmente proseguiti o si sono ulteriormente accentuati fino a 24 settimane. Questi dati provengono da un comunicato stampa dell’azienda e da precedenti studi pubblicati (vedi Fonti).
Cos’è il barzolvolimab e come funziona?
Il barzolvolimab è un anticorpo monoclonale, cioè un farmaco creato in laboratorio per legarsi a una proteina specifica. In questo caso si lega al recettore KIT, che aiuta le mastocellule a sopravvivere e ad attivarsi. Le mastocellule sono cellule del sistema immunitario che rilasciano sostanze come l’istamina e sono fondamentali nello sviluppo di orticaria e gonfiore. Agendo sul recettore KIT, il barzolvolimab mira a ridurre direttamente il numero di mastocellule, invece di bloccare un singolo mediatore della reazione allergica. (Fonte: comunicato stampa Celldex; Metz et al., J Allergy Clin Immunol.)
Gli studi di fase 3
I due studi si chiamano EMBARQ‑CSU1 e EMBARQ‑CSU2. Sono stati condotti in modo randomizzato, in doppio cieco e controllati con placebo, cioè i partecipanti sono stati assegnati casualmente al farmaco o al placebo, e né loro né il personale sapevano chi riceveva quale trattamento durante il periodo controllato.
In totale sono stati arruolati 1.939 adulti con orticaria cronica spontanea non adeguatamente controllata dagli antistaminici H1. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: uno ha ricevuto 150 mg ogni 4 settimane (dopo una dose iniziale di 300 mg), un secondo gruppo 300 mg ogni 8 settimane (dopo una dose iniziale di 450 mg), e il terzo gruppo ha ricevuto placebo. Chi era nel gruppo placebo ha potuto passare al farmaco attivo dopo 24 settimane, e il trattamento è proseguito fino a 52 settimane. (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
Come sono stati valutati i risultati
Per misurare i sintomi è stato usato il punteggio UAS7, un metodo comune per valutare settimanalmente orticaria e prurito. Un punteggio UAS7 più alto indica sintomi peggiori. Sono stati inoltre monitorati quanti pazienti hanno raggiunto una risposta completa (UAS7 = 0, cioè nessuna orticaria o prurito nella settimana) e la risoluzione completa dell’angioedema.
Risultati principali
L’azienda riferisce che entrambi i regimi posologici hanno prodotto una riduzione molto più significativa del punteggio medio UAS7 a 12 settimane rispetto al placebo, con benefici che si sono mantenuti o migliorati fino a 24 settimane.
In EMBARQ‑CSU1, la variazione media del punteggio UAS7 a 12 settimane è stata di −20,2 per il gruppo 150 mg ogni 4 settimane e −20,5 per il gruppo 300 mg ogni 8 settimane, contro −10,7 per il placebo (P < .00001 per entrambe le dosi rispetto al placebo). In EMBARQ‑CSU2, le variazioni sono state −20,2 e −19,7 contro −11,4 per il placebo (P < .00001 per entrambe). (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
La percentuale di risposte complete (UAS7 = 0) a 12 settimane è stata di circa il 42–46% con barzolvolimab, contro meno del 13% con placebo nei due studi. A 24 settimane, la risposta completa è aumentata ulteriormente, arrivando al 45–54% con il trattamento attivo rispetto al 15–18% con placebo. (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
Gli studi hanno incluso anche pazienti che non avevano risposto all’omalizumab, una terapia avanzata già disponibile. In questi pazienti refrattari all’omalizumab, il barzolvolimab ha comunque mostrato tassi più alti di risposta completa rispetto al placebo in entrambi gli studi. (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
Tra chi aveva angioedema all’inizio dello studio, la maggior parte di quelli trattati con barzolvolimab ha avuto una risoluzione completa del gonfiore entro 12 settimane. Le percentuali riportate sono state circa 63–74% con barzolvolimab contro circa il 34% con placebo (P < .00001 per questi confronti). (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
Sicurezza ed effetti collaterali
Celldex riferisce che il barzolvolimab è stato ben tollerato durante le 24 settimane del periodo controllato con placebo, e che il profilo di sicurezza è risultato coerente con studi precedenti. L’azienda non ha ancora pubblicato dati dettagliati sugli eventi avversi del programma di fase 3. (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
Da uno studio di fase 2 precedente, gli effetti collaterali più comuni emersi durante il trattamento sono stati orticaria (10,3%), cambiamenti nel colore dei capelli (9,0%) e neutropenia (diminuzione dei globuli bianchi; 7,7%). In quello studio più piccolo, la neutropenia non è stata associata a infezioni. (Fonte: Metz et al., J Allergy Clin Immunol.)
Cosa significano questi risultati per chi soffre di orticaria cronica
Questi dati suggeriscono che il barzolvolimab potrebbe aiutare un numero significativo di persone con orticaria cronica spontanea, compresi alcuni pazienti che non hanno risposto ad altre terapie avanzate. Va però sottolineato che i dati completi dello studio non sono ancora stati pubblicati in dettaglio e che queste informazioni provengono dall’azienda che ha condotto gli studi. Celldex prevede di presentare i dati completi di fase 3 in un congresso medico e di inviare una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio (Biologics License Application) alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel 2027. (Fonte: comunicato stampa Celldex.)
Se soffre di orticaria cronica spontanea e desidera informazioni su nuovi trattamenti, le consigliamo di parlarne con il suo dermatologo o allergologo. Potranno aiutarla a capire se partecipare a studi clinici o attendere future approvazioni potrebbe essere utile per lei.
Quando rivolgersi al medico
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Consulti un medico se orticaria o gonfiore sono frequenti, durano settimane o interferiscono con la vita quotidiana.
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Si rivolga immediatamente a un pronto soccorso in caso di gonfiore che compromette la respirazione, la gola o causa vertigini — questi sono segnali di emergenza.
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Chieda al medico informazioni sulle opzioni terapeutiche se gli antistaminici standard non controllano i sintomi.
Se tiene un diario dei cambiamenti nell’orticaria o nel gonfiore, porti queste informazioni alle visite: possono aiutare il medico a decidere il miglior percorso terapeutico.
Avvertenza
Questo articolo riassume i risultati degli studi riportati dall’azienda e uno studio di fase 2 pubblicato. Non è un consiglio medico. Le decisioni sul trattamento devono essere prese con il suo medico o dermatologo. In caso di sintomi improvvisi o gravi, si rivolga subito a un medico.
Fonti
- Celldex announces positive results from phase 3 EMBARQ‑CSU1 and EMBARQ‑CSU2 studies of barzolvolimab which met primary and all key secondary endpoints. Accessed September 22, 2026. (Fonte: comunicato stampa Celldex)
- Metz M, Mitha E, Leflein J, et al. Randomized dose‑finding study of anti‑KIT barzolvolimab in patients with chronic spontaneous urticaria. J Allergy Clin Immunol. Published online February 24, 2026. doi:10.1016/j.jaci.2026.02.018 (Fonte: J Allergy Clin Immunol)