Vitiligine
Vitiligine è una condizione cronica in cui la pelle perde il suo pigmento in chiazze ben definite. Ciò avviene perché le cellule pigmentate, chiamate melanociti, vengono perse o smettono di funzionare a causa di un processo immunomediato. Le chiazze sono bianco latte, con contorni netti e la pelle circostante appare normale: non provocano prurito, dolore o desquamazione.
Colpisce circa dallo 0,5% all’1% della popolazione mondiale, in ogni gruppo etnico e tipo di pelle, e circa la metà delle persone colpite nota la prima chiazza prima dei vent’anni. La vitiligine non è contagiosa, non è causata dall’alimentazione e non dipende da comportamenti personali.
Si riconoscono due forme, la distinzione è importante per il trattamento:
- Vitiligine non segmentale: la forma più comune, che di solito interessa entrambi i lati del corpo, spesso intorno agli occhi, alla bocca, alle mani, ai gomiti, alle ginocchia e ai piedi. Progredisce in episodi imprevedibili nel corso degli anni.
- Vitiligine segmentale: di solito limitata a un solo lato del corpo, inizia più precocemente, si diffonde in un periodo limitato e poi si stabilizza. È più stabile, motivo per cui è la forma più frequentemente considerata per il trattamento chirurgico.
La vitiligine è spesso associata ad altre malattie autoimmuni, in particolare alla tiroidite autoimmune, per questo una diagnosi solitamente apre la strada a un approfondimento su eventuali altre condizioni da controllare.
Spiegazione dei rischi:
- Rischio Medio: La vitiligine non è una condizione precancerosa e non evolve in tumori della pelle, non si trasmette ad altre persone e non riduce l’aspettativa di vita. Due aspetti richiedono attenzione: la pelle depigmentata ha una protezione naturale molto ridotta ed è facilmente soggetta a scottature, e le malattie autoimmuni associate meritano una valutazione. Il disagio più segnalato dai pazienti è di natura psicologica, ed è parte integrante della condizione, non un problema secondario.
💊 Trattamento: La vitiligine non è ancora guaribile, ma le opzioni terapeutiche sono notevolmente migliorate. Corticosteroidi topici e inibitori della calcineurina, inibitori JAK topici dove autorizzati, fototerapia UVB a banda stretta e innesti chirurgici per le forme stabili hanno tutti un ruolo. La ripigmentazione è lenta — misurata in mesi — e il viso e il collo rispondono meglio rispetto a mani e piedi. Intervenire precocemente offre le migliori possibilità, quindi una nuova chiazza va mostrata a un dermatologo piuttosto che semplicemente osservata.
💡 Consigli per l’autoesame della pelle: Controlla la pelle in buona luce per individuare nuove chiazze chiare o che si ingrandiscono, soprattutto intorno a occhi, bocca e mani. Nuove chiazze possono comparire in corrispondenza di tagli, ustioni o scottature, quindi proteggi la pelle da lesioni evitabili. Usa una protezione solare ad ampio spettro SPF 30 o superiore sulle aree depigmentate, evita le lampade abbronzanti e segnala al medico qualsiasi cambiamento insieme a sintomi come stanchezza o variazioni di peso che potrebbero indicare una malattia tiroidea associata.
Revisione medica
Dermatologa certificata dal consiglio di specialità · Membro effettivo dell'American Academy of Dermatology (FAAD)